Ti imas noc (You Have the Night)

di Ivan Salatić

Dopo aver abbandonato la nave su cui lavora, Sanja si trova alla deriva, senza un posto in cui andare, e può solo tornare a casa. Il cantiere navale ha dichiarato bancarotta, lasciando molti operai senza lavoro. Le barche coperte dai teloni punteggiano il paesaggio, messe da parte in attesa di giorni migliori. Arriva una tempesta e una vita è persa. Nel bosco Luka aspetta la notte. La notte in cui tutto potrebbe cambiare.

Ivan Salatić

Europa centrifuga Smembramento, deriva, perdite di certezze: è su queste coordinate che si muove Ivan Salatić per disegnare un’odissea spaziotemporale che fluisce lungo le rotte del Mediterraneo e dell’Adriatico per puntare fino al Bosforo. Le certezze smarrite sono quelle di uno stato sociale che garantiva minimi esistenziali a una comunità lavoratrice resa salda da una consonanza di intenti; lo smembramento è quello di una collettività territoriale e delle sue cellule minime fatte di villaggi, gruppi di lavoro, famiglie. Il risultato drammatico di questi vettori centrifughi è la deriva di esseri umani privati dei propri punti fermi e costretti a un disperato ultimo tentativo di ancoraggio: il ritorno alla natura. Il viaggio verso casa cui è costretta Sanja, dalla nave su cui lavora fino al suo Montenegro, passando per una magmatica e multietnica Genova, si trasforma in una riflessione a ritroso nel tempo quando Salatić ci mostra il radioso passato di cantieri ex-jugoslavi ormai in via di smobilitazione: quel documento è testimonianza di speranze e garanzie demolite dalle leggi feroci del mercato globale, ma anche una voragine improvvisa su un’ipotesi di vita ormai tradita, l’eco smarrita di una promessa che si proietta su un presente vuoto di prospettive. È un momento storico dei cantieri montenegrini di Bijela: un tempo parte del “grande progetto” Jugoslavia, ora luogo d’erranza per i fantasmi in cui si sono tramutati i familiari di Sanja, svenduti pezzo per pezzo come il sogno socialista che li animava. Le strette di mano, gli abbracci operai non potevano che essere coronati dall’inaugurazione del busto di un eroe nazionale, quel Veljko Vlahović che fu stretto collaboratore di Tito, sostenitore ideologico della sua dottrina ed importante esponente dell’esperimento jugoslavo: il tutto rievoca un’Età dell’Oro smarrita, quella in cui i sogni erano progetti di costruzione unanime e partecipata, e non incubi in cui le anime perdute di Sanja e del marito si inseguono senza riuscire a raggiungersi. Quella parentesi documentaria mette in tragica prospettiva le rovine del tempo attuale, concretizzate in ponti crollati, edifici pericolanti, mezzi di trasporto immobilizzati dalla ruggine del tempo. Salatić mette in campo con essenzialità estrema un’umanità dolente che si cimenta nell’ultimo tentativo di rianimare un corpo in agonia: gli sforzi fatti per riparare i motori, sistemare gli edifici, rimettere in sesto nuclei familiari sono come una respirazione bocca a bocca operata su di un paese allo stremo, un’ultima prova d’operosità solidale per rimettere in moto un meccanismo moribondo. Ma le linee di fuga non si addensano, la comunità non marcia più nella stessa direzione, l’unità si scompagina: di qui gli stacchi essenziali del montaggio, serie di passaggi causa-effetto desaturati ed ellittici, che costringono alla continua ricerca dei nessi costruttivi in un panorama quasi primordiale in cui i viventi possono far poco per influenzare la catena degli eventi. Il flusso dell’acqua orizzontale e verticale, il suo sciabordare anche minaccioso, il fluire inarrestabile degli avvenimenti è il perno strutturale sul quale si realizza un ritorno quasi obbligato alle origini, alle radici primarie del rapporto uomo-natura. Ti imaš noć (You Have the Night) diventa così la fotografia di un tentativo non riuscito di ricongiungimento, la mappatura di un insuccesso individuale che testimonia una crisi universale, diremmo antropologica. Un’ecatombe sociale ha ucciso lo “spirito collettivo” e trasformato la classe operaia in spettri. All’ultimo sopravvissuto non resta che farsi inghiottire dalla foresta e tornare in un grembo minaccioso e sovrastante, che però al contempo offre anche l’ultima alternativa di rifugio. Nel finale la voce dei cantieri smembrati, le sirene delle navi, i riflessi della piccola, gloriosa banchina di Bijela ormai acquistata dalla Turchia, sono il canto del cigno dei magnifici e progressivi sogni di “lavoro associato” e condivisione

Dati Tecnici

Titolo: Ti imas noc (You Have the Night)

Titolo Originale: Ti imas noc (You Have the Night)

Genere: Drammatico

Durata: 1h 22"

Regia: Ivan Salatić

Interpreti: Ivana Vukovic, Luka Petrone, Momir Picuric

Calendario delle Proiezioni nel Triveneto e Alto Adige
UDINE
Mar 25 Settembre
Visionario - 19:00
GORIZIA
Gio 11 Ottobre
Kinemax Gorizia - 21:15
TRENTO
Lun 15 Ottobre
Astra - 19:00
PORDENONE
Mar 16 Ottobre
Cinemazero - 21:30
TRIESTE
Gio 18 Ottobre
Ariston - 21:30